Compiti delle vacanze

#14/2019

L’estate è iniziata ed è arrivato il momento di andare in vacanza anche per noi.

Questi primi mesi del 2019 sono stati mesi di fuoco qui a Senza rossetto. Forse non ve ne siete accorti, ma dietro le quinte abbiamo lavorato sodo a dei bei progetti che prenderanno forma nei prossimi mesi (e che potremo svelarvi solo in autunno, ma abbiate fiducia). Intanto ne approfittiamo per ringraziarvi del sostegno e dell’interesse che ci dimostrate ogni giorno e ci prendiamo una pausa fino a settembre, per ripartire ancora più cariche.

Vi lasciamo con la temuta lista dei compiti delle vacanze: cose da leggere, vedere, fare, ascoltare in queste settimane che ci terranno lontani. Per compilarla abbiamo chiesto aiuto a due amiche che, come noi, consumano una quantità sconsiderata di prodotti culturali a tema femmine, diritti civili, parità di genere eccetera eccetera: Elena e Florencia di Ordinary Girls.

Finalmente affiggiamo il cartello CHIUSO PER FERIE ma, inutile dirlo, ci mancherete!


Illustrazione di Cinzia Franceschini per Senza rossetto


Da leggere

  • Persone normali di Sally Rooney (Einaudi, 2019)

    Consigliato da Elena

    Persone normali è il secondo libro di Sally Rooney, classe 1990, residente a Dublino, città che torna anche in questa nuova storia che racconta la relazione tra Connell e Marianne. Lui belloccio, intelligente, giocatore di calcio e amatissimo dai suoi compagni del liceo. Lei intellettuale, un carattere respingente, opinioni forti e una bellezza di quelle che vengono percepite tali solo dopo l’adolescenza. E fin qui potrebbero sembrare i protagonisti di The O.C, se non fosse che qui i conflitti non si risolvono con degli sguardi lanciati sopra un pezzo dei Death Cab for Cutie. Anzi, qui proprio i conflitti non si risolvono mai. I due riescono a passare dallo stato di amanti a estranei a seconda del contesto. Ogni volta che entrano in una stanza non sono mai uguali a come erano l’ultima volta che sono entrati insieme. In un’estate dominata dalle relazioni amorose dei bulli e delle pupe di Temptation Island, dove bastano 24 ore per raccontarsi in maniera intima a uno sconosciuto e altre 48 per dirgli frasi come “voglio viverti”, Persone normali riporta l’attenzione su una relazione difficile e quindi per questo vera e reale. Non so dirvi se questa storia parla anche di voi, ma potrebbe.

  • L’America non è casa di Elaine Castillo (Solferino, 2019)

    Consigliato da Florencia

    La storia (in parte autobiografica) di una ragazza rifugiata politica filippina queer negli Stati Uniti, una storia d’amore e politica che racconta sapientemente alcune delle minoranze di un’area del mondo ricca di contraddizioni. Ho avuto la fortuna di intervistare Elaine in radio a proposito del libro, il podcast è qui

  • Resoconto di Rachel Cusk (Einaudi, 2018)

    Consigliato da Giulia P.

    Il libro perfetto per questa stagione: siamo ad Atene, con il caldo che cresce e il tempo che rallenta. Il primo titolo che dà il via alla trilogia (seguono Transiti, sempre Einaudi, e Kudos, ancora inedito in Italia) regala per ogni capitolo il quadro di un personaggio o di una situazione. Raccogliamo i dettagli sulla protagonista alla spicciolata, mentre lei si interessa alla vita degli altri personaggi. Nelle pieghe delle conversazioni ricerchiamo il senso delle relazioni e degli affetti. Una bella intervista all’autrice per lasciarsi convincere. 

  • Desiderio di cose leggere di Antonia Pozzi (Salani, 2018)

    Consigliato da Giulia C.

    Antonia Pozzi è una delle poetesse più importanti della letteratura italiana del Novecento. Morta suicida a 26 anni, ha lasciato un grande numero di componimenti, pubblicati soltanto postumi. Questa è un’antologia del meglio della sua poetica pubblicata a ottant’anni dalla sua morte. Di leggero c’è poco e niente, Pozzi ha una profondità struggente per essere una scrittrice così giovane, ma va letta. Anche se non siete esperti di poesia (tipo me). In più c’è una copertina bella di Olimpia Zagnoli.

Da vedere

  • When they see us (Netflix)

    Consigliato da Elena

    La prima cosa da dire su questa serie che potete trovare su Netflix è che tratta di una storia vera. Ed è successa nel 1989 a New York, quando la polizia ha accusato cinque adolescenti afroamericani di aver picchiato e stuprato una giovane donna nel parco di Central Park. Raymond Santana, Kevin Richardson, Antron McCray, Yusef Salaam e Kharey Wise, che nel corso del caso vennero soprannominati Central Park Five, vennero condannati nel 1990 e rilasciati solo nel 2002 quando il vero responsabile dello stupro si fece avanti. Questa miniserie di 4 puntate non deve essere guardata per la sua conclusione, per l’abbraccio tra i cinque (ormai diventati uomini) e le loro famiglie, ma va vista per quello che succede nel mezzo della narrazione. When They See Us, sceneggiata e diretta da  Ava DuVernay e prodotta da Oprah Winfrey, è un pugno allo stomaco. La guarderete in silenzio e sempre con una sensazione di errore addosso, ed è giusto così. Poi penserete alle cose che contano davvero e alle ingiustizie che ci circondano. Perché è vero che l’Italia non è l’America, però non possiamo essere quelli che la sera piangono davanti al 13 pollici per una serie e poi l’indomani non essere pronti a schierarci contro quello che ci fa schifo.

  • Dix pour cent, in Italia Chiami il mio agente! (disponibile su Netflix)

    Consigliato da Florencia

    Dramedy francese che sta diventando di culto presso gli insider della tv e del cinema. In Dix pour cent si racconta quello che succede in un’agenzia parigina che rappresenta i più celebri attori francesi, e i protagonisti devono destreggiarsi tra le proprie vite personali e i capricci delle star che rappresentano. La particolarità è che gli attori che interpretano i clienti sono effettivamente stelle del cinema e della tv francese che interpretano (la peggior versione di) sé stessi! Serie scritta magistralmente, vi segnalo in particolare il personaggio di Andréa Martel, interpretato da una bravissima Camille Cottin, di una profondità enorme e dalla linea narrativa imprevedibile e sorprendente.

  • One day at a time, in Italia Giorno per giorno (disponibile su Netflix)

    Consigliato da Giulia P.

    Quando Netflix ha annunciato di voler cancellare questa serie (ormai alla terza stagione) sono stati in molti i fan sparsi per il mondo a scrivere in sua difesa. Ora però sembra che questo piccolo gioiello comedy sia salvo e che ci sarà una quarta stagione su Pop TV. Per chi ancora non lo conoscesse si parla di una famiglia di origine cubana in America: la madre single è una veterana di guerra con due figli adolescenti, una madre (interpretata da una pazzesca Rita Moreno) e un vicino di casa, ricco canadese. Tra molte risate (e qualche lacrima) si affrontano temi impegnativi come il razzismo, il sessismo, l’omofobia, la depressione e le dipendenze. 

  • When Harry met Sally, in Italia Harry ti presento Sally

    Consigliato da Giulia C.

    Più che altro da rivedere. Harry ti presento Sally usciva negli Stati Uniti proprio oggi trent’anni fa, il 12 luglio del 1989, dopo una gestazione molto lunga. Destinato a diventare una delle commedie romantiche più famose di tutti i tempi, resta uno dei film più riusciti di una delle migliori sceneggiatrici di Hollywood: Nora Ephron. Anche i film invecchiano e trent’anni sono tanti, ma nonostante tutto Harry ti presento Sally resta un film che parla di relazioni in modo onesto, mettendo sul piatto temi come il sesso, il desiderio, l’orgasmo femminile, il modo diverso in cui uomini e donne sono abituati a guardare il mondo. Ed è sempre delizioso.

Da ascoltare

  • Rosalía

    Consigliata da Elena

    Se c’è qualcuno che ha aperto i porti in questi ultimi anni è stato proprio il pop. Questo genere musicale, mai uguale a se stesso, ha fatto il giro di tutto il mondo, ha visitato le nostre case, ha rubato qualcosa della nostra tradizione, lo ha mixato a un elemento esterno e lo ha servito con un ombrellino. Ed a cui che scopriamo Rosalía, la popstar del momento. Nata e cresciuta a pochi chilometri da Barcellona, Rosalía ha preso il flamenco andaluso e l’ha portato in vacanza nel contemporaneo, mischiandolo con beat caraibici, con batterie elettroniche, hip hop e sonorità sognanti. Lunghi capelli neri, tratti mediterranei e una voce che sa essere piuma o ferro. Quest’ultimo non è un detto spagnolo, ma si adatta bene.

  • Brol di Angèle

    Consigliato da Florencia

    A 21 anni, col singolo d’esordio La Loi de Murphy, Angèle Van Laeken è diventata uno dei fenomeni del pop francofono. Mi piacciono moltissimo le sue sonorità, a metà tra la chanson tradizionale francese e il pop internazionale, e il livello di maturità dei testi che ha raggiunto - ha destato scalpore con il singolo Balance ton Quoi sulla mascolinità tossica, corredato da video in cui istituisce la Anti-Sexism Academy per educare i ragazzi al consenso. Se vi piacciono le cantautrici pop bubblegum ma impegnate come Lily Allen, Angèle è ciò che fa per voi.

  • When we all fall asleep, where do we go? di Billie Eilish

    Consigliato da Giulia P.

    In un bellissimo video di Vanity Fair America del 2018, l’allora 15enne Billie Eilish risponde a una serie di domande sulla sua carriera. Tra queste le si chiede quanti follower avesse su Instagram in quel momento: «257mila», risponde. Nello stesso video, però, si vede la stessa risposta esattamente un anno dopo, quando ormai il suo successo è esploso e il numero dei follower ha raggiunto 6,3 milioni (oggi è arrivata a 30 milioni). Voce sussurrata, cassa dritta, ritmo dance o beat frammentati: Billie Eilish è tutto questo e molto altro. È un fenomeno che sta cambiando i connotati della pop music in un modo assolutamente originale.

  • When I get home di Solange  

    Consigliato da Giulia C.

    Dopo il successo di A seat at the table, Solange Knowles torna con il suo quarto album in studio. Una lettera d’amore alla sua città, Houston, come l’ha definito lei stessa durante il lancio del disco lo scorso marzo. Un ritorno a casa, appunto. Testi ermetici che parlano dell’essere una donna nera nell’America contemporanea, collaborazioni stellari (da Pharrell a Tyler, The Creator), videoclip curati nei minimi particolari: è un disco un po’ criptico, non sempre facile, ma molto bello. Io lo dico, non me ne vogliate, ma per me Solange > Beyonce.

Un consiglio spassionato

  • Conoscere Jameela Jamil

    Consigliato da Elena

    Se fossimo su un magazine generalista diremmo che Jameela Jamil è la fidanzata del più famoso James Blake. Grazie al cielo siamo su Senza Rossetto. Nata a Londra da genitori di origini pakistane, Jameela si è fatta notare in patria come conduttrice della BBC Radio 1 per poi prendere il volo come attrice, oggi possiamo vederla nella serie comedy The Good Place. C’è di più: è un’attivista del body positive e fondatrice di I Weigh, una piattaforma (la trovate anche su Instagram) dedicata alla celebrazione di tutte le donne e alla rottura di tutti gli stereotipi lanciati dai media. Avete googlato il suo nome? Ottimo. Perché una bellona del genere vuole essere anche una impegnata? Da adolescente ha sofferto di anoressia nervosa, poi per colpa di una cura di farmaci è ingrassata e ha subito fat shaming dai media. Sa di essere una privilegiata, lo sa che se oggi qualcuno l’ascolta è anche perché è una bellissima donna di successo. Ed è questo che mi piace di lei: non ci guarda dall’alto al basso, anzi. Ci invita a crescere e alzare la testa tutte insieme. 

  • Vedere Janelle Monae e Billie Eilish in concerto

    Consigliato da Florencia

    Due concerti imperdibili: 18 Luglio, Janelle Monae in concerto al Lucca Summer Festival e 31 agosto, Billie Eilish al Milano Rocks. Dopo aver rosicato come una pazza ascoltando i racconti di chi l’ha vista sul palco del Primavera Sound, e dopo essermi drogata di video su YouTube della sua performance al Glastonbury, ho deciso che non voglio e non posso perdermi l’unica data italiana di Janelle Monae, in scena al Lucca Summer Festival la sera del 18 luglio. Una cantante fantastica, un’attrice bravissima ma soprattutto una performer incredibile che porta con sé sul palco il suo essere donna, nera e femminista: non vedo l’ora! Così come non vedo l’ora di vedere Billie Eilish, ovvero colei che in pochi mesi è diventata la mia ossessione, esibirsi a Milano sul palco del Milano Rocks: un disco d’esordio onirico, cupo e contemporaneamente brillante, del quale Giulia P. ha scritto qui sopra, che sono curiosissima di ascoltare dal vivo e soprattutto sono impaziente di scoprire come saranno in grado di rendere le stesse atmosfere anche nel live.

  • Andare a Berlino

    Consigliato da Giulia P.

    Arrivo in ritardo su tutta la linea, ma andare a Berlino era uno dei miei buoni propositi per il 2019. Potete andare a Thai Park o farvi una biciclettata lungo lo Sprea, ma anche godervi tutte le mete femministe che questa incredibile città vi può offrire. Ne avevamo parlato in una newsletter dell’anno scorso che forse vale la pena rileggere.

  • Visitare la Biennale d’Arte di Venezia

    Consigliato da Giulia C.

    May you live in interesting times è il titolo scelto dal curatore Ralph Rugoff per la 58esima Biennale d’Arte di Venezia. A quanto pare, sono le donne a rendere questi tempi interessanti: quella in corso, infatti, è la prima Biennale in cui le donne chiamate a esporre superano gli uomini. Anche l’ambito Leone d’Oro se l’è aggiudicato il padiglione della Lituania con un progetto firmato da tre donne (Lina Lapelyte, Vaiva Grainyte e Rugile Barzdziukaite). Non l’ho ancora vista, ma sembra che questa Biennale sia proprio da non perdere!


Elena Mariani ha 30 anni. Da piccola sognava di diventare Donatella Versace, ma dopo la laurea in Fashion and Texture Design ha deciso di scrivere. Vive e lavora a Milano come autrice video e digital specialist.  Sogna di fare lo stesso lavoro di Tina Fey, ma nel corpo di Kim Kardashian. Le va bene anche il contrario. La trovate su Instagram con il nome @elena_mariani.

Florencia Di Stefano - Abichain ha 30 anni. Argentina di nascita, veronese di adozione ma con radici in una manciata di paesi nel mondo, dopo una carriera come manager nelle multinazionali decide di diventare povera ma felice; vive ora a
Milano e lavora come content creator, autrice, conduttrice e speaker, assecondando anche le sue velleità di cantante, performer e attrice. Potete ascoltarla tutti i giorni su Radio Popolare e vederla quest'estate in tivù su VH1. Sfoga la sua egopatia principalmente su Instagram con il nome di @florenciafacose.

Elena e Florencia conducono Ordinary Girls un progetto radiofonico femminile e femminista che ha come scopo quello di raccontare la realtà vista dagli occhi di due ragazze normali. Hanno appena terminato la seconda stagione del programma in onda su Radio Popolare (tutte le puntate sono disponibili su iTunes). Da gennaio 2019 Ordinary Girls è anche un podcast di 10 puntate in esclusiva per Storytel.


Con questo vi salutiamo e vi diamo appuntamento a settembre,

buona estate!


Vuoi darci una mano?

Senza rossetto è un progetto a budget zero. Tutto il lavoro dietro al nostro podcast e a questa newsletter è volontario e non retribuito, ma è un lavoro che richiede molte forze e anche qualche soldo. Se vuoi aiutarci a sostenere le spese di produzione, incoraggiarci o anche solo offrirci una caffè puoi farlo attraverso PayPal, oppure puoi impostare una donazione ricorrente sul nostro profilo Patreon. Ogni aiuto sarà per noi prezioso, quindi grazie!

Seguici!

Il nostro sito è senzarossettopodcast.it, ma ci trovi anche su Querty.itFacebookInstagram e Twitter.

Se invece hai idee da proporci, suggerimenti da darci, segnalazioni da fare (anche queste, per noi, sono importanti) scrivici all'indirizzo senzarossetto@querty.it. E se questa newsletter ti è piaciuta, girala ai tuoi amici! 

Loading more posts…