Christmas elves 🎄🎅
#22/2020
Sembra che la prima persona a citare nelle sue storie gli elfi di Babbo Natale sia stata Louisa May Alcott, nello specifico in una raccolta di racconti natalizi intitolata proprio Christmas elves e illustrata dalla sorella minore May, risalente alla metà dell’Ottocento. La raccolta non trovò un editore e purtroppo non ne è rimasta traccia.
Come sappiamo, Alcott era piuttosto fissata con il Natale (non a caso il suo capolavoro Piccole Donne inizia e finisce a Natale), e nel corso della sua vita ha scritto molte storie sul tema, tra cui la poesia che troverete in testa al contributo della newsletter di oggi, che è del 1876 e si intitola Merry Christmas.
Questa storia (che finisce con Clichy che da poco ha pubblicato Storie di Natale, una raccolta di racconti inediti di Alcott a tema natalizio tratti da Lulu’s Library, le storie della buonanotte che l’autrice scriveva per la nipotina Lulu, figlia di May e da lei cresciuta dopo la morte della sorella) ce l’ha raccontata Mariella Martucci, che è anche l’autrice del contributo di oggi.
Perché questa digressione su Louisa May Alcott e la sua passione per il Natale? Perché in questa newsletter troverete un documento segreto delle elfe di Babbo Natale che, organizzate come una sorta di carboneria femminista, hanno stilato un piano perché questo Natale ogni ragazzina riceva - insieme al regalo richiesto - un libro che le sia utile nella crescita.
Prendete appunti, voi ritardatari dei regali di Natale!
Illustrazione di Sonia Diab per Senza rossetto
“What sweet spell are these elves weaving,
as like larks they chirp and sing?”
Louisa May Alcott – Merry Christmas
MANIFESTO E.C.B. – DOCUMENTO RISERVATO – PER ESCLUSIVO USO INTERNO
Premesso che:
– tutte noi vogliamo bene a Babbo Natale e riconosciamo le doti che lo hanno portato a diventare una figura di riferimento mondiale nel settore del regalo a domicilio
– tutte noi restiamo fedeli al giuramento prestato all’inizio delle nostre carriere di elfe, con il quale ci siamo impegnate ad accontentare sempre e comunque le richieste delle bambine e dei bambini, anche quando non le condividiamo, quando prevedono giocattoli inesistenti, o sono accompagnate da disegni in cui Babbo Natale, in accordo con l’iconografia ufficiale, è circondato da soli elfi maschi
Ciò detto, non possiamo però ignorare che:
– come spesso accade agli uomini che occupano simili posizioni di prestigio, la visione un tempo illuminata di Babbo Natale risulta sempre più appannata dai privilegi di cui il suddetto gode. Idolatrato da grandi e piccini, e avvantaggiandosi di una posizione di quasi totale monopolio (cfr. Che fine ha fatto Santa Lucia? in Donne del Natale, AAVV a cura della compagna Cannella Spargizucchero), Babbo Natale è ormai diventato incapace di mettere in discussione se stesso, sovrano di un mondo immaginario che poco ha a che fare con quello reale. Ciò è in particolare evidente nelle scelte banali e antiquate operate ogni qualvolta si ritrovi davanti la generica voce “un libro” in una lista di richieste di doni.
– senza il nostro contributo, la filiera produttiva natalizia si fermerebbe inesorabilmente causando una crisi planetaria senza precedenti
Ed è per questo che noi, elfe di Babbo Natale, riunite sotto la sigla E.C.B. (Elfe Contro il Babboarcato) rivendichiamo oggi il diritto di far sentire la nostra voce, per quanto stridula sia. Non contestiamo la figura di Babbo Natale, bensì il sistema che attorno a questa figura si è creato, un sistema autoreferenziale che si alimenta dell’ego smisurato di un signore avanti con gli anni convinto che la barba sia tornata di moda per merito suo.
Non abbasseremo più la testa quando, dopo aver gentilmente fatto notare che non esistono libri da femmine e libri da maschi, ci sentiremo dire cose del tipo “Che elfetta polemichetta!” o “Sì, però non ti arrabbiare!”. Invece, agiremo nell’ombra, selezionando personalmente i libri più adatti alle bambine e ai bambini che, affidandosi a Babbo Natale per la scelta delle proprie letture, gli conferiscono ingenuamente un potere di cui il nostro non è più in grado di assumersi la grande responsabilità.
A partire dalle linee guida e dagli esempi riportati nell’allegato, ciascuna di noi agirà in totale autonomia, diffondendo nel mondo passione, coscienza, empatia, emancipazione e consapevolezza, sempre e comunque divinamente impacchettati.
La rivoluzione è iniziata, sorelle: ci prenderemo il Natale, un libro alla volta!
E.C.B. – LINEE GUIDA – NATALE 2020
All’epoca in cui il nostro movimento non era ancora nato (cfr. Passami il nastrino, per favore – Il silenzioso contributo delle elfe nella storia dell’impacchettamento della compagna Toffee LaMou) le nostre antenate accoglievano con uno sbuffo spazientito l’arrivo di una letterina in cui una bambina o un bambino richiedevano uno o più libri senza però specificare dei titoli. Oggi, invece, mosse da una nuova consapevolezza, noi E.C.B. sappiamo che quella fastidiosa approssimazione non è, appunto, una fastidiosa approssimazione, ma un’opportunità da cogliere al volo, e siamo pronte a interpretare ogni indizio nascosto tra le righe delle letterine che ci capitano tra le mani e scegliere così il titolo più adatto a chi lo riceverà in dono.
Nel caso di piccolett* alla ricerca di loro stess*, tenersi pronte a incartare:
Proprio come una femmina di Mel Elliot, DeAgostini – perché a volte basta un “grazie” per smontare uno stereotipo
Oh, quante cose vedrai di Dr. Seuss, Mondadori – perché anche l’attesa, la noia, e la paura fanno parte del viaggio
Posso essere tutto! di Jerry Spinelli, illustrato da Jimmy Liao, Camelozampa – perché, diciamocelo: al mondo servono più soffia-soffioni
Per bambin* grand* che più o meno si sono già fatti un’idea su loro stess* e stanno provando a capire come funzionano il mondo e le relazioni:
Dai un bacio a chi vuoi tu di Rachel Brian, De Agostini – perché saper stabilire i confini è il primo passo per scoprire se si ha voglia di superarli
Extraterrestre alla pari di Bianca Pitzorno, Mondadori – perché un’E.C.B. che si rispetti sa che con Bianca Pitzorno non si sbaglia mai
Prima che sia notte di Silvia Vecchini, illustrato da Sualzo, Bompiani – perché l’amore può anche essere silenzioso, ma non è mai invisibile
Per ragazzine preadolescenti sotto attacco degli ormoni che forse si sono pentite di aver provato a capire come funzionano il mondo e le relazioni e che hanno un gran bisogno di sentirsi dire che è tutto ok:
Nel mondo di Piccole Donne di Carolina Capria, illustrato da Elisa Macellari, DeAgostini – perché anche gli esempi di virtù hanno difetti come chiunque altr*
Rosso è bello di Lucia Zamolo, Edizioni Sonda – perché le mestruazioni sono una cosa normale
Cose da ragazze – una guida gioiosa alla pubertà di Nina Brochman ed Ellen Støkken Dahl, illustrato da Magnhild Winsnes, Sonzogno – perché è il manuale che tutte noi elfe avremmo voluto leggere da ragazzine
Per adolescenti che non scrivono più la letterina a Babbo Natale ma noi sappiamo che vorrebbero tanto farlo e quindi un regalino glielo mandiamo lo stesso:
Rivoluzione Z – Diventare adulti migliori con il femminismo di Giulia Blasi, Rizzoli – perché il femminismo è d’aiuto anche a chi, del femminismo, ignora l’esistenza
Le figlie di Salem di Thomas Gilbert, Diabolo – perché la Befana l’ha scampata per un pelo (e non c’è niente da ridere)
Questo libro è gay di Juno Dawson, illustrato da Spike Gerrell, Edizioni Sonda – perché è bello farsi domande, e ancora di più lo è trovare delle risposte
Mariella Martucci è nata a Napoli nel 1978 e, nel corso della sua infanzia, ha chiesto in dono a Babbo Natale più macchine da scrivere che Barbie. È sceneggiatrice televisiva, traduttrice e autrice e ghostwriter di libri per bambini e ragazzi. Tra le serie da lei create, Berry Bees, edita da Fabbri e diventata un cartone animato vincitore del Diversity Media Award 2020 nella categoria Miglior serie kids. Il suo ultimo libro è La vendetta delle orfanelle maleducate, edito da Marietti Junior e scritto a quattro mani insieme a Carolina Capria, con la quale forma da quindici anni una delle coppie più longeve della narrativa per l’infanzia italiana.
Cose belle che abbiamo letto in giro!
Premio Strega e quote rosa: perché ci sono così poche donne nel più importante premio letterario italiano?
La morte di una soldata americana, vittima di molestie, ha riaperto il dibattito sul sessismo dell’esercito. E, a proposito di sessismo, anche la First lady non ne è immune.
Un podcast (in inglese) che parla di femminismo e disabilità.
L’amicizia tra donne: quel pregiudizio duro a morire.
Chi è Charlie d’Amelio, la 16enne regina di TikTok.
Argentina e aborto: la svolta storica.
Un’antologia di racconti erotici lesbici da conoscere.
The Ferrante Project: un collettivo di sedici scrittrici di colore che, insieme e protette dall’anonimato, vogliono parlare di libertà.
La storia di una giovane donna e di un coming out.
Se siete alla ricerca di libri da regalare a Natale, ecco la consueta lista di 50 titoli di Wired Italia.
Infine, nelle nostre IG stories vi abbiamo raccontato della secret box «per lei» di BookhouseX, una startup che crea scatole dedicate al piacere e alla scoperta del proprio corpo. Se volete dare un’occhiata a quello che offrono potete cliccare QUI e con il codice SENZAROSSETTO20 avrete anche uno sconto.
Vuoi darci una mano?
Senza rossetto è un progetto a budget zero. Tutto il lavoro dietro al nostro podcast e a questa newsletter è volontario e non retribuito, ma è un lavoro che richiede molte forze e anche qualche soldo. Se vuoi aiutarci a sostenere le spese di produzione, incoraggiarci o anche solo offrirci una caffè puoi farlo attraverso PayPal usando la mail senzarossetto@querty.it, oppure puoi impostare una donazione ricorrente sul nostro profilo Patreon. Ogni aiuto sarà per noi prezioso, quindi grazie!
Seguici!
Il nostro sito è senzarossettopodcast.it, ma ci trovi anche su Querty.it, Facebook, Instagram e Twitter.
Se invece hai idee da proporci, suggerimenti da darci, segnalazioni da fare (anche queste, per noi, sono importanti) scrivici all'indirizzo senzarossetto@querty.it. E se questa newsletter ti è piaciuta, girala ai tuoi amici!



