Prendete nota

#14/21

Anche noi abbiamo le nostre tradizioni: una di queste è che l’ultima newsletter prima delle vacanze estive sia dedicata ai consigli di lettura, visione e quant’altro.

Lo scorso 2 giugno, come saprete, abbiamo festeggiato i 5 anni di Senza rossetto e, a partire da questo spunto, abbiamo deciso per questa newsletter di coinvolgere 5 amici che nel tempo hanno collaborato con noi: sono nomi che, se ci seguite da un po’ di tempo, sicuramente avrete già sentito.

Insieme a loro speriamo di lasciarvi qualche spunto per la vostra estate (ce n’è per tutti i gusti!), in attesa di rivederci a settembre. Noi approfitteremo di questa pausa per lavorare su alcuni progetti di cui vi parleremo presto e, se ci riusciamo, cercheremo anche di riposarci.

Grazie, come sempre, per l’entusiasmo e l’affetto con cui ci accompagnate.

Buona estate!


Illustrazione di Giulia Lineette per Senza rossetto


5 (+2) consigli per l’estate!

1. Alessandro Bianchi consiglia la serie tv It’s a sin

Cosa succede quando una pandemia colpisce l’intera popolazione mondiale lo abbiamo vissuto anche troppo bene. Una tragedia da milioni di morti, per la quale si sono attivate così tante organizzazioni da riuscire a trovare un vaccino in un anno soltanto. Ma se un virus si diffonde principalmente tra i membri di una comunità marginalizzata, ci sarà lo stesso interesse a sconfiggerlo, o il resto del mondo starà a guardare? La risposta la troviamo in It’s a Sin, miniserie in cinque episodi che dallo scorso primo giugno è disponibile anche in Italia sulla piattaforma di streaming Starz Play. A scriverla è stato un maestro della televisione: Russell T Davies, già autore di capolavori come Queer as Folk, Cucumber e Years & Years, e noto soprattutto per aver rilanciato con grande successo Doctor Who nel 2005. It’s a Sin parla dell’arrivo in Inghilterra del virus dell’HIV, in un periodo, gli anni Ottanta, in cui le informazioni, specialmente in Europa, erano ancora troppo poche, e l’AIDS era considerato il cancro dei gay. Il racconto ruota intorno alle avventure e ai sogni di un gruppo di ventenni che si trovano a vivere nella stessa casa londinese, da loro ribattezzata Pink Palace. Ben presto, e nonostante la loro riluttanza nell’accettare la dura realtà, i cinque amici saranno direttamente coinvolti nella lotta contro il virus, nello stigma sociale che ne deriva (e che per anni, e ancora oggi, marchia come sporche tutte le persone sieropositive) e nell’indifferenza agghiacciante che il resto della popolazione riserverà loro. Ormai esistono diverse produzioni intorno a questo tema, ma It’s a Sin fa un passo in più: non parla dell’HIV come punizione per aver esplorato la propria sessualità, e assume il punto di vista di chi fa parte della comunità che ha vissuto sulla propria pelle quegli anni particolarmente bui. Nel 2021 ricorre il quarantesimo anniversario del primo rapporto sull’epidemia di AIDS: questa serie è un racconto bellissimo e commovente che restituisce giustizia alle storie di chi non è mai stato protagonista.

E noi vi consigliamo il suo blog www.zuccherosintattico.it. Qui, invece, potete rileggere la nostra newsletter da lui curata.

2. Maria Laura Ramello consiglia la mostra Terrasacra

Che rapporto abbiamo con le opere d’arte e come cambiano queste, e noi con esse, sulla base del luogo in cui solo collocate, della Terra che toccano? Il 28 ottobre del 2016 inaugurò alla Mole Vanvitelliana di Ancona - mia città natale, che amo profondamente - la mostra Ecce Homo. Quella notte si registrarono 100 scosse di terremoto. E mentre assistevamo impotenti ai crolli e al dolore, ci si rendeva conto che “quella ferita della terra era anche una ferita della comunità, delle persone, dei beni, del patrimonio culturale.” È iniziato lì il pensiero, il lavoro, che ha portato a Terrasacra. In partenza ad Ottobre ai Magazzini Tabacchi de La Mole, la mostra, a cura di Flavio Arensi, si pone come una riflessione aperta sul ruolo e sulla potenza simbolica delle opere d’arte, per la definizione dell’identità e dei caratteri tipici di un territorio che diventa luogo della vita. Tante le opere che rimarranno esposte per sei mesi, più due piccoli festival-nella-mostra, indipendenti ma ad essa strettamente collegati. Una serie di incontri con fumettisti noti e una serie di visioni introdotte da registe che sul rapporto con la Terra hanno scritto e diretto le loro opere. Vi aspetto lì.

Noi vi consigliamo il suo profilo Instagram @lhadirettounafemmina e la sua newsletter, dedicata agli Oscar 2021.

3. Elisa Cuter consiglia il libro Sex Work is Work di Giulia Zollino

Il fenomeno della prostituzione genera sempre molti dibattiti, ed è spesso difficile da inquadrare da una prospettiva femminista. Eppure si tratta di un caso nel quale è più che mai vero che “il personale è politico”: ci costringe a osservare quanto due ambiti che ci illudiamo distinti (la sfera socioeconomica del lavoro, e quella “privata” della sessualità) possano essere invece profondamente intrecciati, sollevando una serie di problemi che vanno dall’asimmetria dei rapporti tra i generi alla messa in crisi di quei valori morali che tendiamo a considerare incrollabili. Il saggio Sex Work is Work di Giulia Zollino riesce nell’impresa di offrire un’introduzione accessibile al tema, e allo stesso tempo una prospettiva schierata dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici sessuali, ricordandoci che su temi divisivi è importante che esista un conflitto. Per chi volesse approfondire e integrare consiglio anche Uomini che pagano le donne di Giorgia Serughetti, che indaga la domanda di lavoro sessuale e, per converso, le trasformazioni recenti del maschile.

Ripartire dal desiderio è il suo primo libro, e questa è la newsletter che aveva scritto per noi.

4. Clara Ramazzotti consiglia il film Una donna promettente

Cassandra si mette in croce sui divanetti rossi in finta pelle per liberare tutte noi dalla paura di bere troppo, truccarsi troppo, uscire troppo, scopare troppo e sorridere troppo poco. È la profetessa inascoltata perché conosce giusto e sbagliato, col potere di non annacquarli scagionando la natura del maschio in base alla situazione. Alcune cose sono bianche o nere, senza grigi, anche se ci dicono il contrario. Il trauma della protagonista viene coperto dai colori pastello purissimi, dai makeup tutorial per una bocca da fellatio perfetta e da Stars Are Blind di Paris Hilton in mezzo alle tinte unicorno. La musica è bella, la fotografia è deliziosa, le trecce di Carey Mulligan fanno sognare: perché è così che si pensa certe volte alla femminilità, a un cesto pieno di cose carine la cui rabbia si può esprimere entro certi limiti. D’altronde se ti metti in una condizione di vulnerabilità cosa possono fare i maschi se non approfittare di te, se non guidarti verso ciò che meriti? La bro-culture della deresponsabilizzazione e il victim shaming che quotidianamente troviamo nei contesti più svariati sono riassunte da Emerald Fennell, regista e autrice del film, che ci dice che le colpe sono di chiunque non sappia analizzare il problema dentro di sé, o non vuole prendere una posizione. In questo modo, la colpa è collettiva, lascia una scia di benzina che prende fuoco. Affinché molte persone si liberino dell’idea che lo stupro dipenda dalle circostanze e che bisogna credere prima di tutto all’accusato, oggi serve ancora un sacrificio (femminile). È ciò che troverete di più vero e devastante in questo lavoro, la necessità, ancora una volta, di un Cristo che ci consapevolizzi.

Clara fa troppe cose per consigliarvene solo una, seguitela su Instagram @clararamazzotti! Questa la sua newsletter.

5. Flavio Nuccitelli consiglia il romanzo Una vita come tante di Hanya Yanagihara

Ho comprato il libro di Yanagihara poco dopo la sua uscita italiana, nel 2016, ma l’ho letto solo adesso. Mi dicevo che non avevo mai tempo per leggere un libro così lungo (mentre rivedevo i 73 episodi di Game of Thrones); poi le persone che lo leggevano me ne parlavano come di un libro bellissimo, ma mettendomi sempre in guardia da quanto fosse duro e allora non mi sembrava mai il momento giusto. Poi mi sono ricordato di una regola fondamentale: I MATTONI SI LEGGONO IN VACANZA. A metà maggio sono andato al mare per dieci giorni (lo so cosa state pensando) e mi sono detto: “ora o mai più”. Il libro si apre raccontando di quattro amici appena laureati, che si ritrovano a New York per iniziare la loro vita adulta. Abbiamo già capito dove andrà a parare: sarà il grande racconto di una vita, anzi quattro, sullo sfondo di una grande città impietosa. Lo è, in parte, finché non viene introdotto l’ultimo personaggio: Jude, quello dal passato misterioso, che parla poco; allora il libro cambia, il dolore aumenta pagina dopo pagina, si fa straziante, arriva all’autolesionismo, agli abusi. Il romanzo diventa una storia sulla difficoltà di guarire, su quello che resta di una persona quando gli altri si portano via tutto, sulla possibilità di accettare che non tutto andrà male per sempre, nonostante le cicatrici, sull’amicizia che salva sempre (questa è la parte più commovente del libro). Vi immaginate a leggere 1091 pagine così a novembre, quando alle quattro è già buio, magari piove e non potete neanche uscire di casa per riprendere fiato? Eppure Una vita come tante è davvero un libro che vale la pena di leggere, per questo è il libro perfetto per le vostre vacanze.

Flavio ha appena pubblicato il suo primo romanzo, Frenesia, che vi consigliamo. Qui, invece, la sua newsletter per noi.

Bonus 1 - Giulia C. consiglia Le rose di Versailles di Riyoko Ikeda

J-Pop ha da poco pubblicato in Italia l’edizione definitiva di uno dei manga più famosi di sempre: Le rose di Versailles di Riyoko Ikeda. Forse non lo sapete, ma si tratta di quello che poi è diventato l’anime Lady Oscar. Le rose di Versailles del titolo, infatti, sono Maria Antonietta d’Asburgo Lorena e Oscar François de Jarjayes, le cui vicende si intrecciano alla corte di Francia negli anni immediatamente precedenti alla Rivoluzione. La storia immagino la sappiate, anche se il fumetto si discosta un po’ dal cartone animato, soprattutto dalla versione censurata ed edulcorata che è arrivata in Italia. L’autrice, una delle mangaka più famose di sempre, ha una storia interessante: oltre che fumettista, è anche scrittrice, saggista e soprattutto cantante lirica. Con Lady Oscar, la cui serializzazione è iniziata su un settimanale giapponese nel 1972, ha rivoluzionato il modo di scrivere e disegnare per le giovani lettrici, soprattutto per l’indagine approfondita dedicata alla psicologia dei suoi personaggi. L’edizione di J-Pop è strepitosa, se vi piace il genere: cinque volumi con diverse tavole a colori e un’appendice che raccoglie i frontespizi originali dei singoli episodi pubblicati sul settimanale Margaret durante la prima serializzazione del fumetto. C’è anche un piccolo cartonato di Oscar che potete tenere sulla scrivania! Il tutto in un cofanetto che si apre come il cancello di Versailles. Volo.

Bonus 2 - Giulia P. consiglia le quattro stagioni di The Handmaid’s Tale

Immagino che molti e molte di voi abbiamo letto e amato Il Racconto dell’Ancella come l’ho amato io. Un libro che è stato riscoperto trent’anni dopo la sua pubblicazione (nel 1985) grazie al dibattito mondiale che ha seguito il #MeToo, ma soprattutto per una serie TV che è andata oltre il libro di Margaret Atwood, attualizzandolo. La storia la conoscerete: in un mondo distopico in cui il tasso di fertilità è crollato drammaticamente, negli Stati Uniti si instaura un regime in cui le donne hanno perso ogni diritto, al punto da essere sottoposte a violenze e stupri rituali. Nel 2017 mi ero fermata alla prima stagione della serie con protagonista Elisabeth Moss, quella più aderente al libro di Atwood, ma negli ultimi mesi, ho recuperato anche le successive. Devo dire che è stata una bella scoperta: la storia prosegue in modi che difficilmente avremmo potuto prevedere. Non c’è speranza (la violenza e il dramma non ci abbandonano mai) ma tanta umanità. Ed è molto interessante come, soprattutto nella quarta stagione, si capisca meglio l’assetto del Nord America e del mondo fuori Gilead. Ma anche come i traumi vissuti dalle donne siano devastanti e profondi, al punto che anche chi riesce a fuggire non sa comunque come trovare pace: per le ancelle il perdono è escluso, quindi rimane solo la vendetta.


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Buona estate, e a presto!


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